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Buonasera suor Fiorangela,
vorrei ringraziarla per la bellissima gita;
vorrei ringraziare anche le maestre e Federico che ci hanno accompagnato in questa splendida avventura;
grazie anche all'autista che ci ha accompagnato ovunque.
Mi dispiace molto per Matilde Bianchi, ma sono sicura che si riprenderà presto.
Grazie ancora di tutto!!!
Porterò questa gita sempre nel cuore.
 
Data: 24 febbraio 2020
Da: Silvia 5B
Cara Casa Gialla,
Ti ringrazio per averci regalato questa magnifica gita a Roma, é stata un’esperienza unica che non dimenticherò mai.
Ringrazio suor Angela e le maestre per avere avuto il coraggio e la pazienza di accompagnarci.
Ti voglio bene!
 
Data: 24 febbraio 2020
Da: Anna
… ho capito Casa Gialla.
Forse qui, con te, nelle tue stanze, tra le tue parole, nei corridoi dei tuoi silenzi, nei cuori di tutti gli abitanti si impara un’esperienza importante. Fondamentale. Direi “vitale”.

Forse qui si impara a sentire il “sospiro” del cuore; si impara a seguirlo, ad ascoltarlo e a parlarne. Si impara a stare con lui, nel dolore e nella gioia.
Non è comune, non è per tutti, ma tutti hanno la possibilità di viverlo.

Sì, credo proprio di aver capito: forse qui, tra queste mura, si impara ad esplorare, sì, qui si creano dei “cercatori”: persone che sanno che ciò che conta è “cercare”. Non fuori, dentro.

Sì, sì è proprio così: l’ho capito oggi Casa Gialla.

Qui si formano i “cercatori di Infinito” coloro che si ostinano a “cercare”, e che troveranno, nei momenti più sperduti, un’alba, un sorriso, una gioia, un fiore, un’espressione, una parola, un silenzio, una traccia di vita.
Anche solo o persino negli occhi di chi starà loro di fronte. Fosse anche uno specchio.

Sì, “cercatori di infinito” perché è per questo che siamo qui. Vero Casa Gialla?

Un’apprendista “cercatore”
 
Data: 17 febbraio 2020
Da: Un cercatore
Per ringraziare della bella serata di ieri con Don Belotti: alcuni pensieri sparsi, sognando un lui e una lei nel giorno del loro matrimonio.

L’augurio è che possiate
“vedervi”, e scoprire
il punto più intimo dell’altro
quello che non si vede,
quello che spesso si nasconde,
anche a noi stessi,
forse per paura,
forse per vergogna,
quello che a volte l’altro
nemmeno riconosce in se stesso,
e di questo, una volta scoperto,
possiate coglierne il “bello”.

L’augurio è che possiate
“essere voi stessi”, sempre
anche quando esserlo
potrebbe significare “rottura”.

L’augurio è che possiate
coltivare le “passioni buone” dell’altro,
anche se l’altro volesse rinunciarvi,
anche se non dovessero piacervi,
addirittura,
anche nel caso in cui dovessero infastidirvi.

L’augurio è che consentiate
sempre, sempre all’altro di essere “se stesso”,
senza però mai arrendervi dall’essere,
a vostra volta, “voi stessi”.

Essere “se stessi” significa essere ciò che di buono, di bello, di prezioso, di infinito ciascuno di noi ha in sé.
Nella consapevolezza che ciò può avvenire solo “insieme”, nella relazione
e nelle relazioni che costruirete
e che saranno “nuove”
perché voi diventerete una nuova entità: “noi”.

… e quando qualcosa non funzionerà provate a “fidarvi”, di voi e dell’altro, se riuscite.

Solo così sentirete “scorrere” la vita,
solo così sarete nel “per sempre”.
Solo così trasmetterete la “pienezza” di questa nostra splendida ma a volte
anche drammatica esistenza.

... un partecipante
 
Data: 05 febbraio 2020
Da: Un partecipante
27 Gennaio 2020 - Per non dimenticare

"Un giorno che tornavamo dal lavoro vedemmo tre forche drizzate sul piazzale dell’appello: tre corvi neri. Tre condannati incatenati, e fra loro il piccolo Pipel, un angelo dagli occhi tristi. Le S.S. sembravano più preoccupate, più inquiete del solito. Impiccare un ragazzo davanti a migliaia di spettatori non era un affare da poco. Tutti gli occhi erano fissati sul bambino. Era livido, quasi calmo. L’ombra della forca lo copriva. I tre condannati salirono insieme sulle loro seggiole. I tre colli vennero introdotti contemporaneamente nei nodi scorsoi. «Viva la libertà», gridarono i due adulti. Il piccolo taceva. «Dov’è il Buon Dio? Dov’è?», domandò qualcuno dietro di me. A un cenno del capo del campo le tre seggiole vennero tolte. All’orizzonte il sole tramontava. Noi piangevamo. Poi cominciò la sfilata. I due adulti non vivevano più. La lingua pendula, ingrossata, bluastra. Ma la terza corda non era immobile: anche se lievemente, il bambino viveva ancora. Più di mezz’ora restò così, a lottare fra la vita e la morte, agonizzando sotto i nostri occhi. E noi dovevamo guardarlo bene in faccia. Era ancora vivo quando gli passai davanti. La lingua era ancora rossa, gli occhi non ancora spenti. Dietro di me udii il solito uomo domandare: «Dov’è dunque Dio?». e io sentivo in me una voce che gli rispondeva:
«Dov'è? Eccolo: è appeso lì, a quella forca»

(E. Wiesel, La notte, Firenze 1980, 65-67)
 
Data: 27 gennaio 2020
Da: Rigamonti papà
Buon anno nuovo a tutta la CASA GIALLA, ringrazio le maestre che mi hanno aiutato a superare i miei limiti, mostrandomi anche se non piacevole, la verità e un ringraziamento particolare a Suor Fiorangela che nonostante alcune nostre marachelle con il suo cuore magico ci ha sempre perdonato.
Grazie.
 
Data: 01 gennaio 2020
Da: Alessandro Barelli
1 gennaio 2020

Questa mattina il mio papà mi ha detto che io gli ho insegnato la “coerenza”.

Ci siamo svegliati presto, anche oggi, come sempre.
Intorno regnava uno strano silenzio ma il sole si era già affacciato.
Abbiamo deciso di fare due passi, così senza una meta.

Camminando abbiamo trovato, in un prato, un carrello della spesa, di quelli dell’Esselunga. Ho chiesto a mio papà come mai fosse stato buttato in quel prato e mi ha spiegato che forse qualcuno lo ha gettato in questa notte, notte di festa e probabilmente anche di qualche sciocchezza. Ho continuato a fare domande al mio papà chiedendogli chi avrebbe sistemato quel carrello e gli ho chiesto perché non avremmo potuto riportarlo noi all’Esselunga. Ho visto mio papà dubbioso; continuava a dirmi i motivi per i quali fosse meglio non riportarlo. Ad un tratto l’ho interrotto e gli ho chiesto: “Papà ma non sarebbe un gesto di gentilezza portarlo noi all’Esselunga?” Mio papà è stato in silenzio ed abbiamo continuato a camminare. Facendo ritorno a casa nostra mio papà cercava di non farmi passare per la stessa via che avevamo percorso all’andata ma io insistevo. Arrivati di nuovo davanti al carrello mio papà mi ha detto. “Riccardo, ti ringrazio, hai ragione tu. Riportiamo noi il carrello all’Esselunga”. Così, piano piano, vincendo un poco l’imbarazzo della situazione, parlando e scherzando, senza badare troppo alle persone che ci guardavano, abbiamo preso il carrello dal campo e lo abbiamo riportato all’Esselunga.
Siamo stati contenti, forse di più il mio papà a me è sembrato "normale"...

Mio papà mi ha ringraziato perché mi ha detto - ma non so se ho capito bene - che io oggi, il primo giorno dell’anno, gli ho fatto capire, in concreto, cosa significhi “coerenza”. Strano, pensavo che il mio papà certe cose le conoscesse già...

Ho vissuto l’importanza di “essere coerenti” e che forse noi bambini lo siamo più dei nostri adulti: ed allora che sia un 2020 all’insegna di questa coerenza, ciò che è bene e giusto va fatto, sempre… almeno proviamoci!

Riccardo.
 
Data: 01 gennaio 2020
Da: Riccardo
Un tempo che si chiude, nuovo tempo che ci si apre davanti...
Tempo come opportunità, occasione di cura, di apertura agli altri, all'Altro...
Rendiamo grazie per questo anno che si chiude, chiediamo Grazia per quello che verrà.
A tutti, un 2020 di gioia e bellezza!
Teacher Selena
 
Data: 31 dicembre 2019
Da: Selena Maffioletti
Un saluto per tutte le maestre
BUON ANNO
 
Data: 31 dicembre 2019
Da: Riccardo
Un breve pensiero in questi giorni in cui la Magia e il Dolce Mistero del Natale pervadono le nostre case riempiendole d'amore, quell'amore miracoloso che è Dio che si fa uomo, rendendo divino ogni uomo...
La gioia per la nascita del bambino Gesù sia motivo per riempire il tempo e le nostre vite di amore gratuito...
BUON NATALE!
Con affetto
Maestro Fede con Alice, Giulia e Camilla
 
Data: 26 dicembre 2019
Da: Maestro Fede


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